Il Metodo LENUOR non è nato a tavolino, ma tra i banchi dei Master post-universitari e nelle stanze di terapia. È figlio di una domanda ricorrente che per anni ho visto affiorare negli occhi di clinici, insegnanti e genitori: una domanda che nasce dal costante divario tra il “Cosa” e il “Come”.
Durante le mie ore di docenza, dopo aver spiegato con rigore i modelli neuropsicologici della lettura o i meccanismi del sistema del numero, accadeva sistematicamente che il discente – che fosse un collega esperto o un genitore motivato – mi guardasse chiedendo: “Ho capito come funziona il disturbo… ma ora, in pratica, come intervengo? Che cosa devo dire? Che cosa devo fare?”
È stato in quei momenti che ho capito che la teoria, pur fondamentale, stava lasciando un vuoto operativo. Serviva un ponte.
D’altro canto, sentivo anche l’esigenza di condensare in un approccio pragmatico anni di esperienza come logopedista, psicologa e psicoterapeuta, unendo la mia natura di clinica a quella di ideatrice di strumenti per la valutazione e la riabilitazione neuropsicologica.
Volevo creare un metodo che parlasse la lingua di chi lavora sul campo. Così è nato LENUOR: un acronimo sillabico che unisce le tre sfide quotidiane della riabilitazione neuropsicologica per i DSA: LEttura, NUmeri, ORtografia.
LENUOR nasce, quindi, dalla decisione di “mettere le mani in pasta”, filtrando la letteratura scientifica attraverso la lente dell’efficacia operativa. È nato per dare tempo e spazio all’azione riabilitativa e terapeutica. Il Metodo LENUOR riassume le cose che ho capito, come le ho capite e come le ho applicate con bambini e ragazzi in anni di ambulatorio e di studio.